Ciascuno di noi vive circondato dai prodotti della scienza e della tecnica, frutto del lavoro di scienziati e ingegneri: il loro operato è visibile nelle macchine che usiamo, nei libri che studiamo, nelle pillole che ingoiamo. Tuttavia sappiamo molto poco sulla produzione delle macchine e su come si effettuano le scoperte scientifiche. Ci sfugge del tutto il modo in cui gli scienziati arrivano alla meta. Sono poche le persone entrate dal di fuori nelle operazioni interne alla scienza e in grado di spiegarle al profano. È vero, alcuni scienziati parlano di scienza, ma di rado riescono a guardare le cose dal di fuori. Quanto raccontano del loro lavoro non è verificabile senza una valutazione neutrale. Anche altri parlano della scienza e dei suoi fondamenti, ma nessuno pare interessato alla scienza nel suo farsi: si trascura quel calderone disordinato che è la «scienza in azione» e si preferisce il modello ordinato della razionalità scientifica. Bruno Latour propone qui un'analisi vivida e stimolante della scienza, mostrando come il contesto sociale e il contenuto tecnico siano entrambi essenziali a un'effettiva comprensione dell'attività scientifica. Enfatizzando il fatto che la scienza può essere compresa solo attraverso la sua pratica, egli esamina la scienza e la tecnologia in azione: il ruolo della letteratura scientifica, le attività dei laboratori, il contesto istituzionale della scienza e i mezzi grazie a cui le scoperte sono accettate.
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