Copertina

Bruno Fonzi


Tennis


1973
Supercoralli
pp. 245
€ 10,33
ISBN 9788806370282

Sullo sfondo della Riviera ligure, un gruppo di ricchi sfaccendati recita - fra partite di tennis e di bridge, cene, trattenimenti mondani, sbornie ed erotismo - una commedia imprevedibile che si rovescia in dramma.

Il libro

Il bellissimo Dido, un giovane fallito che fa il maestro di tennis, è il personaggio di centro su cui convergono figure e trame di un singolare, vivissimo romanzo. Sfondo è la Riviera ligure: le ville, i palmizi, i ricchi oziosi sempre in bilico tra erotismo e tentazioni «intellettuali», i vecchi sconfitti delle città industriali che passano qui gli ultimi anni, gli abitanti originari che guardano con distacco il «forestiero» di cui vivono, gli immigrati meridionali che colmano i vuoti sulle fasce degli uliveti e nei borghi scuri delle colline. Una «vera» storia d'amore sembra promettere a Dido una vita diversa, non frantumata nell'incoerenza dei giorni, delle turbinose avventure; e il romanzo ha nell'aspettativa di questo esito (che non verrà) il suo filo conduttore. Ma piú prepotente è il disordine vitale che spezza e ricompone vicende, immagini, suoni, intersecando amori, velleità, scene vissute o soltanto immaginate, episodi «divertenti» ed ampie scene corali orchestrate con mano sicura. Allo stesso modo, un'ironia che asseconda la festosa dissipazione dell'esistere sa ritrarsi in tempo davanti ai vuoti in cui affiorano le incoercibili paure, il dolore, il paradosso che si rovescia in tragedia.
Bruno Fonzi dimostra con questo suo nuovo romanzo d'aver saputo percorrere un lungo cammino, pur restando fedele a se stesso e in primo luogo al gusto aperto del raccontare e alle regole d'un mestiere narrativo di cui conosce come pochi tutti i segreti. In Tennis egli è riuscito nel tour de force di darci un'opera che con pieno diritto si definisce «romanzo» nel senso classico del termine, ma che al tempo stesso ha assorbito in profondità, nella pagina e nelle strutture costruttive, la lezione della narrativa mondiale piú recente. Tennis, infatti, dichiara anche nel titolo quel gioco di rimbalzi, quel variare delle angolature, quel frangersi iridescente di riflessi, che traduce la ricchezza molteplice e insieme l'infinita inafferrabilità del reale.

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