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Bertrand Jordan


Gli impostori della genetica


2002
ET Saggi
pp. X - 177
€ 13,00
ISBN 9788806158613

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Introduzione - Il crimine è inscritto nei geni - Emofilia: il sangue maledetto - L'emergere di una nuova genetica - La hit parade della genetica inversa: miopatia, mucoviscidosi e sindrome di Werner... - Predisposizione e malattie multigenetiche: le prime difficoltà - Un episodio maniaco-depressivo - «Born to be gay!» - Gemelli veri, conclusioni dubbie - Diagnosi,terapia: la lepre e la tartaruga - Terapia genica: un fantasma? - Genetica, eugenenismo: un fronte comune? - Dal genotipo al fenotipo, un determinismo aleatorio - Una semplificazione troppo comoda - Anatomia di una deformazione - In casa del calzolaio non ci sono scarpe - Una certa ambivalenza - Diversi o ineguali? Indice analitico



Redazione: Michele Luzzatto
Traduzione di Pietro Ferrero

Basandosi su ricerche discutibili, alcuni si affrettano ad affermare che le capacità fisiche e intellettuali, il comportamento e la personalità di ognuno di noi siano determinati dal patrimonio genetico. E vediamo moltiplicarsi i titoli che annunciano la scoperta dei geni dell'omosessualità, dell'alcolismo, dell'iperattività infantile...

Il libro

Non passa giorno senza che venga annunciata la scoperta di un nuovo gene. Nell'immaginario collettivo, la genetica sta diventando la panacea che libererà l'uomo da tutti i mali, oppure il demone che stravolgerà il mondo. Comunque sia, la "rivoluzione dei geni" è iniziata ed è necessario spiegarne obiettivi, possibilità e limiti. Ecco ciò che si propone Gli impostori della genetica.
Si inizia dal "gene della criminalità", passando poi alla storia dell'emofilia, alle patologie influenzate da più geni, al "gene dell'omosessualità", agli studi sui gemelli. Sono tutte tappe del percorso storico della genetica, che spesso sono state riportate dalla stampa e dai media in maniera sensazionalistica, puntando molto sul titolo ad effetto piuttosto che sulla divulgazione rigorosa di una realtà complessa, fatta di laboratori costosi, di interessi economici, di competizione tra ricercatori, ma anche di ricerca tenace di una cura alle patologie più crudeli.
Jordan fa quindi il punto sulle prospettive ancora incerte della terapia genica e si sofferma sull'antica ossessione dell'eugenismo, chiarendo la differenza tra genotipo e fenotipo, troppo spesso posta in secondo piano in un mondo impregnato dalla convinzione che tutto sia nei geni.

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