Copertina

Beppe Fenoglio


Appunti partigiani


1994
I coralli
pp. XV - 95
€ 9,30
ISBN 9788806135676

Tra eroismo e malinconia, la disincantata epopea del partigiano Beppe in un racconto inedito.

Altre edizioni: Appunti partigiani '44-'45. 2007. ET Scrittori

Il libro

Ancora a Lorenzo Mondo che già fece conoscere Il partigiano Johnny 26 anni fa, si deve la scoperta di un importante inedito: si tratta di quattro blocchetti di carta intestata «Macelleria Fenoglio Amilcare» (il padre), con la suddivisione prestampata per i conti del negozio: data, carne, chili, etti, prezzi. Su questi foglietti così poco «letterari» Fenoglio ha scritto il suo primo racconto di argomento resistenziale, presumibilmente nel 1946. Il protagonista, non ancora Johnny né Milton, si chiama semplicemente Beppe. Il tono e la lingua, e alcune sequenze narrative, preludono ai Ventitre giorni della città di Alba, ma il racconto ha una freschezza che gli dà un posto autonomo nell'epopea partigiana di Fenoglio, e raccoglie diversi episodi mai rifluiti altrove. Come quello della suora che distribuisce Sacri Cuori di Gesù a scopo protettivo, o quell'altro della notte d'amore del protagonista con Claudia, disinibita staffetta partigiana, o la fucilazione del maestro spia di Rocchetta, rappresentazione efficace di una folla rabbiosa ma indecisa e contraddittoria, o ancora i primi approcci con Anna Maria, l'innamorata di Beppe in questi Appunti.
L'autobiografismo è più forte che nelle altre opere di Fenoglio: il nome del protagonista, il distacco dalla madre all'inizio, le lettere della sorella, il sodalizio con gli amici Piccàrd e Cervellino, l'affetto per la cagna della Cascina della Langa; molti brani hanno un tono personale tutto particolare. Ma al tempo stesso nell'intero racconto, che per quanto incompiuto ha un suo disegno ben concluso, c'è il respiro di un'esperienza simbolica non meno che storica.L'approssimarsi allo scontro con un nemico incombente, quasi invisibile se non per i segni che lascia: cadaveri di partigiani fucilati e collaborazionisti da fucilare. Quella raccontata negli Appunti partigiani è una guerra più che mai civile, che si insinua strisciante pervadendo le strade, le osterie di paese e la campagna di odio e paura. In attesa di uno «scontro finale», liberatorio, che non arriverà.

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