Racconti di pareti e scalatori
2011
Supercoralli pp. XVIII - 356 € 20,00 ISBN 9788806209667
A cura di Marco Albino Ferrari
L'albeggiare sotto la parete, la roccia fredda
delle prime lunghezze di corda, i raggi del sole
che riscaldano le dita, la luce violenta del giorno,
il respiro affannoso, il vuoto delle altezze
che non dà tregua. Senza dimenticare che una volta
in cima non si è che a metà strada. |
Le scalate sono di fatto un'attività «invisibile
», per questo hanno bisogno di essere
raccontate. La scrittura, così come la
fotografia, rappresenta una necessità per
gli alpinisti: fermare l'impresa, formarla
in parole, trasmettere la preparazione e la
paura, la tecnica e gli imprevisti, l'ebbrezza
e lo scoramento. Non solo per arrivare
a un pubblico e avvincerlo, quanto per
aprire ogni volta una via.
La forma breve (il récit d'ascension, come
l'ha definito Massimo Mila) coincide
perfettamente «con il respiro di ogni singola
esperienza». I ventisei racconti di
questa raccolta ricostruiscono così imprese
ardite, tragedie sfiorate, conquiste memorabili
sulle più maestose montagne del
pianeta: le vette himalaiane, le torri incrostate
di ghiaccio della Patagonia, lo
spaventoso Cerro Torre o le assolate placche
granitiche di El Capitan, o ancora
l'incanto del mondo alpino, con le pareti
del Monte Bianco, le creste del Cervino e
le guglie Dolomitiche, dove, nel corso dei
decenni, ha preso corpo una vera e propria
«etica dell'alpinismo».
Resoconti autobiografici che, un passo
dopo l'altro, avventura dopo avventura,
arrivano a delineare una sorta di storia
delle scalate. Ogni alpinista in fondo segue
le tracce di chi lo ha preceduto, e dunque
leggendo queste storie le sentiamo
dialogare in un sapiente gioco di rimandi,
come una corda che guida il lettore tra le
pagine più emozionanti dell'alpinismo internazionale.
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