Copertina

Armand Mattelart


Storia dell'utopia planetaria

Dalla città profetica alla società globale


2003
Biblioteca Einaudi
pp. 430
€ 25,00
ISBN 9788806165338

Indice
Chiudi

Indice
Introduzione. I. Il vincolo cristiano di fronte all'abbattimento delle barriere. II. Il sistema della pace perpetua. III. La ragione universale. IV. Lo spirito positivo all'assalto del globo. V. L'umanità socialista. VI. La rete, la tecnica e il nuovo senso del mondo. VII. La pace e le reti di collegamento. VIII. Gli Stati Uniti del mondo in tempo di guerra. IX. La crisi dell'universalità. X. L'Internazionale del condizionamento. XI. Un pianeta manicheo e schizofrenico. XII. La planetarizzazione e la fine delle ideologie. XIII. Lo spettro multinazionale. XIV. L'ideologia della modernità manageriale. Epilogo. Indice dei nomi.



Traduzione di Sergio Arecco

Perché è fallita l'utopia umanistica della «cittadinanza del mondo», o quella della «pace perpetua» prospettata alle soglie del XVIII secolo?

Il libro

«Il mercato ha buone probabilità di riuscire là dove sono falliti i grandi imperi e le religioni fondatrici: unire tutti gli esseri umani in una comunità globale»: partendo da questo slogan ottimistico che ha accompagnato le grandi concentrazioni economiche degli anni Ottanta-Novanta, consentite dal processo neoliberista di deregolazione e privatizzazione delle imprese, Armand Mattelart, uno dei massimi studiosi della globalizzazione, si chiede: perché è fallita l'utopia umanistica della «cittadinanza del mondo», o quella della «pace perpetua» prospettata alle soglie del XVIII secolo dall'abbé de Saint-Pierre e ripresa da Kant, o quella della «Repubblica mercantile universale» di Adam Smith, o quella degli «Stati Uniti del Mondo», figlia della Società delle Nazioni?
In Storia dell'utopia planetaria, Mattelart non evoca soltanto le utopie classiche di Moro e Campanella, Saint-Simon e Fourier, Comte e Kropotkin, ma risale a Colombo e Vespucci per cogliere il punto d'origine di un allargamento delle frontiere che avrebbe potuto tradursi in un allargamento delle mentalità risolvendosi invece in un allargamento dello spirito di conquista e del cinismo imprenditoriale. Il discrimine, secondo Mattelart, è nello scarto tra profetismo pacifista della «grande famiglia dell'umanità» e profetismo manageriale e profittatore. Caduti i blocchi, tramontate le ideologie, il villaggio globale è oggi soppiantato dalla Rete, dove non passano solo i flussi del sapere individuale e collettivo, ma anche le strategie delle multinazionali e del macrosistema tecnofinanziario.

Commenti

Non ci sono ancora commenti per questo titolo. Se vuoi, inserisci tu il primo.

scrivi il tuo commento
 
Condividi

SEGNALA A UN AMICO
PARLA DEL LIBRO NEL TUO BLOG