Copertina

Antonio Moresco


Le favole della Maria


2007
L'Arcipelago Einaudi
pp. 98
€ 9,50
ISBN 9788806178383

Illustrazioni di Giuliano Della Casa

«- Caspita, com'è pesante oggi la cartella! Cosa ci hai messo dentro?
- Niente di speciale.
- E cioè: le figurine doppie da scambiare, due bambole con tutto il guardaroba, la pallina matta, la scatolina per l'apparecchio dei denti, sei caramelle al gusto di salamella e una al gusto di gorgonzola per il mal di gola, quattro scatole di pennarelli con lo scoppio, una calza bucata, da restituire, una mutandina con lo strascico, da restituire, palline di mercurio del termometro, bistecchine ai ferri e all'uncinetto, pastiglie di vitamina cadaverina, un paio di bretelle ai quattro formaggi...»

Il libro

La bellezza e le storture del mondo raccontate da un padre a sua figlia. Una favola delicata e imprevedibile che si legge come una storia d'amore, poeticamente illustrata dagli acquerelli di Giuliano Della Casa.

«Ho scritto questo piccolo libro venticinque anni fa. Ci sono dentro le favole che raccontavo a mia figlia Maria accompagnandola a scuola, ma anche i nostri dialoghi e i nostri battibecchi. Un giorno ho pensato di farle un regalino speciale per il suo compleanno. Così, in dieci giorni, ho battuto a macchina quel poco che mi ricordavo, ho fatto rilegare i fogli e ci ho fatto mettere anche una copertina di cartone, perché sembrasse davvero un libro. Ne è venuto fuori un piccolo romanzo per bambini che si sviluppa attraverso il filo delle favole.
Questo libriccino è rimasto per venticinque anni così: personale e privato. Ma una volta, circa quindici anni dopo che l'avevo scritto, quando ormai cominciavano a uscire i miei primi libri, un'amica che faceva la maestra e che ne aveva sentito parlare mi ha chiesto di poterlo leggere ai bambini della sua classe. Lo ha fatto. Ai bambini è piaciuto molto e, per alcuni mesi, mi sono arrivati per posta interi album pieni di disegni e letterine di bambini e bambine. Così, mentre sui giornali venivo dipinto come uno scrittore violento, intollerabile, osceno, io ricevevo - in qualità di Gelsomino - lettere di bambine contenenti dichiarazioni d'amore con tanto di disegni di cuoricini trafitti da parte a parte dalle frecce».

Antonio Moresco

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