Copertina

Antoine Compagnon


Proust tra due secoli

Miti e "clichés" del decadentismo nella "Recherche"


1992
Einaudi Paperbacks
pp. XXIV - 330
€ 21,69
ISBN 9788806126124

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Introduzione. Ringraziamenti. Nota all'edizione italiana. L'ultimo scrittore del XIX e il primo del XX secolo. Fauré e l'unità ritrovata. "Racine è piú immorale". Huysmans, o la lettura perversa del Rinascimento italiano. Quadri viventi nel romanzo. "Quel fremito di un cuore cui si fa male". "Il sole raggiante sul mare", o l'aggettivo disuguale. Brichot: etimologia ed allegoria. Mme de Cambremer, nata Legrandin, o l'avanguardia a ritroso. Conclusione. Bibliografia. Indice dei nomi.



Traduzione di Francesca Malvani
Traduzione di Pierfranco Minsenti

"L'ossimoro del 'dormiente sveglio', ricordo di un racconto delle Mille e Una Notte, Storia del dormiente sveglio, è la vera trovata; costituisce il nocciolo del sistema narrativo... : 'Un uomo che dorme tiene intorno a sé in cerchio il filo delle ore, gli ordini degli anni e dei mondi', leggiamo fin dall'inizio di Combray... Il dormiente sveglio, al centro del romanzo come un ragno sulla propria tela, è il garante della duttile trama cronologica della Ricerca del tempo perduto, situata tra un romanzo di formazione lineare e una raccolta di prosa poetica".

Il libro

I critici della Recherche si sono spesso scontrati, sin dal primo dopoguerra, sul problema della sua "modernità", tra le riserve di coloro che la giudicano considerevolmente arretrata rispetto ai contemporanei movimenti d'avanguardia e gli elogi di coloro che la collocano accanto ai capolavori di Joyce, Svevo, Musil. Per Compagnon, al contrario, non si tratta piú di adottare uno dei due punti di vista, bensí di far luce sulla natura duplice e ambigua dell'opera, sospesa in bilico tra XIX e XX secolo, tra Decadentismo e Modernità, in una zona franca dai contorni incerti, sfuggenti, definita con il termine di entre-deux. Il romanzo di Proust sembra voler realizzare una sorta di compendio della cultura ottocentesca e soprattutto fin de siècle, esercitando anche nei suoi confronti una sottile funzione critica, cogliendone le mode culturali, i clichés, gli stereotipi, per poi trasformarli in materiali per una creazione artistica di secondo grado. Come i collages di Braque e di Picasso, o i ready-made di Duchamp, anche la Recherche è fatta di objets trouvés: gli "oggetti smarriti" del XIX secolo, troppo frettolosamente bollati dal discredito delle avanguardie, e di cui Proust si serve per formare accostamenti inediti: il teatro di Racine diventa cosí "un modello di dissimulazione e di travestimento", anzi l'"immagine per eccellenza" dell'inversione; il sadismo e la malvagità ispirate a Baudelaire vengono calate in un contesto parodistico o chiaramente melodrammatico; la creazione artistica rivela inquietanti affinità con l'inversione, lo spiritismo e l'evocazione medianica.
Collocando Sodoma e Gomorra al centro della sua analisi, Compagnon si giova dell'ausilio della critica genetica per indagare la sua "costellazione" di "peccato e isteria, bestemmia e sadismo", e coglie cosí con efficacia quel rapporto ambivalente di adesione e di superamento dei luoghi comuni del Decadentismo, che fa della Recherche un'opera dai significati molteplici, classica e moderna insieme. UN'opera destinata a sopravvivere nel tempo grazie a quella stessa "mancanza di senso storico" che ha consentito a Proust di emanciparsi dai miti, dalle mode, dagli ideal, tanto del XIX quanto del XX secolo.

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