Anita Desai![]() Digiunare, divorare
2001
Supercoralli pp. 224 € 13,43 ISBN 9788806157456
Traduzione di Anna Nadotti
«Uno sguardo sulla vita in famiglia nella provincia indiana
e nella periferia americana per svelare sintomi di malessere
paralleli: dai roghi delle spose alla bulimia, mentre i padri
sono ovunque carnivori e le madri si ostinano a rimpinzare
figli vegetariani e figlie isteriche».
Altre edizioni:
Digiunare, divorare. 2005. ET Scrittori
|
Uno scialle e una confezione di tè vengono spediti a un giovane indiano che studia in America, per confortarne il soggiorno lontano da casa con la familiarità del loro calore e dei loro profumi. Nello
spazio di tempo impiegato dal pacco per raggiungere Arun, la sorella maggiore Urna affronta una nuova caldissima estate con gli anziani genitori, nella polverosa casa di famiglia.
Distanti migliaia di chilometri i due mondi si specchiano in un rovesciamento per molti aspetti solo apparente. In India la famiglia sembra soffocare sotto il peso delle tradizioni e dei rituali. Per Urna, che ha dovuto smettere di studiare per occuparsi del fratello, non c'è futuro; soltanto
un presente assoluto, una prigione dove i genitori giocano il ruolo dei carcerieri. Sull'altra sponda del mondo, la famiglia Patton, che ospita Arun per l'estate, conduce una vita in apparenza priva di regole e obblighi. Ma non sono forse rituali stravolti, mascherati sotto l'etichetta
del piacere, la visita al centro commerciale, il jogging, il barbecue e l'abbuffata di dolci?
Urna e Arun hanno caratteri molto simili: l'indolenza che li accomuna affiora dietro i loro diversissimi destini. Come maschio Arun ha ottenuto il privilegio di un'istruzione americana, come femmina Urna ha fallito due matrimoni combinati, «sperperando» la dote due volte, come
non manca di rimproverarle il padre. Dal mondo che li circonda, che capricciosamente li spinge alla rinuncia o all'eccesso, a digiunare o a divorare, non vogliono altro che essere lasciati in pace. Uscendo dalla porta di servizio, senza alzare la voce, con una silenziosa dignità.
Commenti
Non ci sono ancora commenti per questo titolo. Se vuoi, inserisci tu il primo.