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Angelo d'Orsi


La cultura a Torino tra le due guerre


2000
Biblioteca Einaudi
pp. 350
€ 19,63
ISBN 9788806138677

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Premessa. Tabella delle abbreviazioni. I. Maestri ed allievi. II. La civiltà dei produttori. III. La "rivoluzione" di un liberale. IV. L'aura gobettiana. V. L'editore ideale. VI. Giornalismo e mililzia. VII. Soldati di Cristo. VIII. Il fascino degli intellettuali. IX. Artisti, critici e pubblico. X. Il munifico. XI. Una Futuristapoli mancata. XII. Torino "razionale". XIII. All'insegna dello Struzzo. XIV. Camicia nera sulla cultura. XV. L'estremo fascismo.



Il mondo accademico, il ruolo dell'industria, Gobetti, la posizione dei giornali, gli intellettuali di regime e quelli di opposizione, la casa editrice Einaudi, la produzione artistica, il mecenatismo: questi e altri sono i temi approfonditi da uno studio ricco e circostanziato di Torino nel ventennio fascista.

Il libro

Dalla fine della prima guerra mondiale allo scoppio della seconda: questo il periodo preso in esame da Angelo D'Orsi. Un ventennio che inizia con la ricostruzione del primo dopoguerra e l'imporsi del fascismo e che si conclude con l'apogeo del regime mussoliniano nei tardi anni Trenta. In questo ventennio, Torino è ricca di fermenti culturali, politici ed economici, e D'Orsi indaga come e fino a che punto istituzioni e ideologie fasciste si siano imposte o fuse alle istituzioni e ideologie torinesi. Imposizione, o fusione, tutt'altro che scontata: Torino è una realtà fortemente caratterizzata, permeata da una cultura positivista e neoilluminista con cui il fascismo deve scendere a patti; inoltre, Torino significa Fiat, un'industria capace di imprimere il proprio marchio al carattere della città, forse piú del fascismo. L'indagine si muove fra queste coordinate, calando la biografia di nomi eccellenti dell'intellighenzia torinese e la storia dei poli culturali cittadini nel clima di incontro-scontro fra valori fascisti e valori sabaudi. Il mondo accademico e quello editoriale, rappresentati da figure quali Geymonat ed Einaudi; le riviste fasciste e i quotidiani, la difficile o entusiastica adesione alla propaganda di regime; l'avanguardia futurista e la tradizione razionalista; il lavoro di fabbrica; le vicende di intellettuali quali Gobetti, in cui la tensione alla democrazia politica è anche tensione alla democrazia culturale: grazie a questi e altri temi, D'Orsi offre un'immagine a tutto tondo di una realtà affascinante e contraddittoria.

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