Andre Agassi![]() OpenLa mia storia
2011
Stile libero Extra pp. 504 € 20,00 ISBN 9788806207267
Traduzione di Giuliana Lupi
«Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta
la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco. Continuo a implorarmi di smettere e continuo
a giocare, e questo divario, questo conflitto,
tra ciò che voglio e ciò che effettivamente faccio
mi appare l'essenza della mia vita...». |
Un padre ossessivo e brutale che lo vuole numero uno al mondo a ogni costo. Gli allenamenti a ritmi disumani, contro il «drago» sputapalle. La solitudine assoluta in campo che gli nega
qualsiasi forma di gioventú. E poi una carriera da numero uno lunga vent'anni e 1000 match. Punteggiata da imprese memorabili
ma anche da paurose parabole discendenti. Con l'avversario
di sempre: Sampras. E chiacchierati matrimoni: Brooke Shields
e Steffi Graf.
Una vita sempre sotto i riflettori. Ma non senza dolorosi lati oscuri.
«Open è uno dei piú appassionati libri contro lo sport che siano mai stati scritti da un atleta. Non è soltanto il memoir di un atleta,
ma un vero e proprio racconto di formazione
di grandissima profondità».
New York Times Books Review
Se colpisci 2500 palle al giorno, cioè 17500
la settimana, cioè un milione di palle l'anno, non potrai che diventare il numero uno.
Questo è quello che il padre-padrone di Agassi ripeteva ad Andre bambino, costringendolo
ad allenamenti disumani nel cortile di casa,
contro una sorta di macchinario sputapalle
di sua invenzione.
Un padre dispotico e ossessivo che con i suoi metodi brutali diede l'avvio a una delle carriere sportive piú sfolgoranti e anche controverse
di tutti i tempi. Perché Andre Agassi
con i suoi capelli ossigenati, l'orecchino
e le tenute sportive piú da musicista punk
che da tennista, ha sconvolto l'austero mondo del tennis.
Dei suoi 21 anni di carriera e di alcuni
dei piú incredibili match giocati, dei rivali di varie generazioni, da Jimmy Connors a Pete Sampras a Roger Federer, dei suoi matrimoni da rotocalco e di molto altro, Andre Agassi racconta in questo libro. Mettendo in luce, con sorprendente franchezza e onestà, un lato umano del tutto inedito.
***
« [...] le pagine più belle di Open sono quelle in cui Agassi, come un uomo qualsiasi, si trova solo con se stesso e con il proprio infinito dono: quel dono che alla fine, se davvero vogliamo trarre una morale dal suo racconto, gli ha insegnato ciò che nemmeno Borg, probabilmente, è riuscito mai ad afferrare: e cioè che la contraddizione è la cifra della condizione umana, ne è, anzi, l'estrinsecazione più sincera e, tutto sommato, onesta; che, in altre parole, è inutile fare dell'odio un fantasma da scacciare, perchè è quello stesso odio a sussurrarci anche dopo aver sentito l'arbitro recitare la fatidica trimurti "Game, Set and Match", che l'unica serenità imperfetta cui possiamo aspirare sta nel volere "giocare soltanto un altro po'"».
Stefano Gallerani - Alias
Commenti
bello, appassionante, commovente.
Un gran bel libro, ma soprattutto tradotto magistralmente.
L¿ho letto subito dopo David Foster Wallace. Ero talmente impregnato di tennis - la descrizione di estenuanti allenamenti, la ribellione dei giovani atleti che si trasforma in sregolatezza, dubbi, paure, punti di forza ed estreme debolezze - che non ho poi trovato così traumatizzante il trattamento a cui è stato sottoposto il povero André fin da bambino. Sembra banale, ma non mi ha neppure stupito che dietro l¿eccellenza di André ci fosse un padre prepotente e che proprio attraverso questa sua prepotenza esprimesse l¿amore per il figlio. Credo che molti altri campioni di sport individuali ¿ e con questo leggi ¿solitari¿ ¿ siano stati spinti al successo dai sogni e dalle proiezioni di un genitore dalla forte personalità. Leggendo queste pagine, lo ammetto, viene da provare empatia per la tristezza di un ragazzino la cui sorte era già segnata, le cui giornate erano scandite dal un palleggiare ipnotico e una voce rozza con un accento che mai s¿era adattato allo yankee. E sapete che vi dico di questo libro? Non è male! Non è male se amate il tennis, se avete condiviso quegli stessi momenti dall¿altra parte dello schermo televisivo. Qui non si tratta di finzione, per lo meno non del tutto. Si tratta di cose successe realmente e di cui siete stati testimoni e ve le ritrovate proprio lì fra quelle righe e dite: ¿Sì, mi ricordo, sì è vero, mi ero chiesto anche io se Agassi si sarebbe presentato a Wimbledon in completo bianco, mettendo da parte un pizzico della sua ribellione e tanto del suo personaggio¿. Agassi aveva poi vinto quel torneo, a dispetto di quel personaggio che si era costruito un po¿ di proposito e un po¿ no. E sapete che vi dico? Non è neppure scritto male: è un libro che scorre, che si lascia leggere piacevolmente, certo non un capolavoro, ma insomma, l¿ha scritto Agassi!