Alessandro PolsiAlle origini del capitalismo italianoStato, banche e banchieri dopo l'Unità |
"Il credito, rispetto agli affari...rassomiglia alla lealtà in materia di governo: bisogna accettare ciò che esiste e cavarne il miglior partito possibile". La frase, attribuita a W. Bagehot, può applicarsi come epigrafe allo sviluppo delle istituzioni bancarie nel primo ventennio unitario. La costruzione di un sistema creditizio in Italia, pensata come chiave di volta della rinascita economica della nazione, si può descrivere come un'intensa accelerazione di fenomeni di modernizzazione che un gruppo ristretto di uomini politici, economisti e uomini d'affari impongono ad un paese rimasto alla metà dell'Ottocento quasi al palo dello sviluppo capitalistico. L'autore, oltre a ricostruire il dibattito ed i termini quantitativi della crescita ha analizzato il profilo sociale degli azionisti delle prime istituzioni bancarie, per verificare su quali basi effettive si è fondato lo sviluppo societario. Ne è risultata l'immagine di un capitalismo ancora gracile e frammentato, che nelle sue forme operative inaugura una prassi di rapporti particolari con lo stato e con il mercato dei capitali, che si proietta per molti aspetti ben in profondità nella vita economica e nel costume politico del nostro paese.
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