Copertina

Alberto Cairo


Mosaico afghano

Vent'anni a Kabul


2010
Passaggi Einaudi
pp. 280
€ 19,00
ISBN 9788806201456

L'Afghanistan raccontato con gli occhi degli afghani: una vibrante epopea «dal basso» narrata, nel corso di vent'anni, da un testimone d'eccezione.

Il libro

Il mestiere di Alberto Cairo è fare braccia e gambe: lavora per il Comitato Internazionale della Croce Rossa e vive in Afghanistan dal 1990.

«Tutta Kabul si svegliò alle 4 e mezza del primo gennaio 1994. Gli spari dei mitragliatori erano vicini. Udivo grida, forse ordini. La grande vetrata della mia stanza che dava sul cortile era in frantumi. Gettai il cuscino, lacerato da una fila di proiettili conficcati nel muro, vicino all'abat jour. I mitragliatori ripresero, non era tempo di stare a pensare. Chiusi la porta della stanza e mi affrettai di sotto. "Buon 1994"». Alberto Cairo, responsabile dei centri di riabilitazione del Comitato Internazionale della Croce Rossa in Afghanistan, è a Kabul dal 1990. Ha osservato da vicino la fine del regime filosovietico e la guerra civile che ne è seguita (a essa si riferisce il brano citato), la dominazione dei talebani, i bombardamenti americani e l'inquietante conflitto tuttora in corso. Narra, come in un romanzo, un Afghanistan visto attraverso gli occhi della gente comune e delle migliaia di disabili curati; racconta il suo lavoro, gli incontri che l'hanno cambiato e le storie di persone alla ricerca di pace e dignità, fra tragedie e farse. Mutilati che diventano infermieri e maestri, donne alla riconquista di brandelli di esistenza, poveri che ne sostengono altri. E ambiziosi senza scrupoli. Barbuti o rasati, con berretti o turbanti, mutano i regimi e il modo di fare la guerra, non le persone e i loro sogni.

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