Copertina

Alain Ducellier


Cristiani d'Oriente e Islam nel Medioevo

Secoli VII-XV


2001
Biblioteca di cultura storica
pp. XXXVI - 562
€ 41,32
ISBN 9788806151102

Indice
Chiudi

Indice
Premessa. Introduzione.
Parte prima. I musulmani: un nemico religioso oppure politico? I. Conquistatori come gli altri? II. I vinti giudicano i vincitori. III. La falsa religione. IV. L'immagine bizantina dell'Impero musulmano. V. Bisanzio e l'islam. VI. I fratelli nemici.
Parte seconda. Bisanzio, l'Islam e l'irruzione dell'Occidente. VII. La comunità orientale. VIII. Il trauma della crociata. IX. Un tempo di dubbi (secoli XII-XIII). X. Il lungo apprendistato di una coabitazione.
Parte terza. La restaurazione imperiale, ostacolo al rinnovamento religioso. XI. Una lotta contro i Turchi o per l'ortodossia? XII. Dalla religione alla politica: sottomettersi o dimettersi. XIII. 1453: fine o rinnovamento? Conclusione. Islam e cristiani d'Oriente: un incontro impossibile.
Bibliografia. Carte. Indice dei nomi di persona, popoli e comunità. Indice dei nomi di luogo. Indice dei concetti e delle istituzioni.



Traduzione di Silvia Vacca

La ricostruzione rigorosa, testimoniata dalle fonti, di un cammino d'intesa tra cristiani ortodossi e musulmani nel Vicino Oriente.

Il libro

Nel secolo che seguí la morte di Maometto, gli Arabi, varcate le frontiere dell'Impero Romano d'Oriente, annessero al dar-al-Islam - il «territorio dell'Islam» - l'Egitto, la Siria, la Palestina, la Mesopotamia e parte dell'Armenia, regioni tutte, ad eccezione dell'Iran, di antica e solida cristianità, ma le cui gerarchie ecclesiastiche, alla vigilia della conquista islamica, erano in profondo contrasto con Costantinopoli per motivi politici e religiosi. L'offensiva musulmana, anziché unire i cristiani contro l'incombente pericolo, contribuí ad accentuarne le divisioni in quanto le popolazioni orientali, che l'Impero gravava sul piano fiscale e perseguitava per il loro cristianesimo eterodosso, considerarono quell'inaspettata invasione come una liberazione dalla tutela oppressiva dei bizantini ortodossi. E invero difficilmente gli Arabi avrebbero potuto impadronirsi di quelle terre imperiali senza la passività, e talvolta anche la complicità, delle autorità civili e soprattutto religiose.
Dopo essere stati sottomessi, come giudicarono i vinti i loro vincitori ? Le reazioni variarono a seconda delle regioni e delle diverse comunità cristiane, propense piuttosto a giudicare il nuovo regime in funzione dell'attitudine da questo mostrata nei loro riguardi. Si può in ogni caso affermare che i cristiani all'interno del califfato islamico si adattarono, con maggiore o minore facilità, alla dominazione musulmana, in genere tollerante e disposta a mantenerne l'accesso nell'amministrazione statale fino al secolo XI quasi ovunque, e in Egitto ancora nel XIV. D'altronde le persecuzioni contro i cristiani non furono mai dettate da motivazioni di carattere prettamente religioso, salvo nei casi in cui il desiderio di martirio di alcuni asceti si fosse manifestato in aperte e oltraggiose provocazioni, tant'è che lo stesso califfo fatimide al-Hakim, noto come «il grande persecutore», all'inizio del secolo XI permise ai cristiani di abbandonare l'Egitto recando con sé i propri beni. E del resto non si ha notizia né di rivolte religiose né di tentativi di «liberazione» e neppure di appelli ai «fratelli» di Costantinopoli, che anzi la «riconquista» bizantina dei secoli IX e X, con il conseguente rinnovarsi delle vessazioni da parte dell'ortodossia, indussero le comunità cristiane orientali ad accogliere la dominazione turca, cosí come già un tempo i loro predecessori avevano accettato quella araba.
Ne conseguí un piú duttile, sebbene talora ambiguo, atteggiamento nei confronti dei musulmani: senza dubbio si continuò a considerare la loro fede alla stregua di una nuova eresia o, piú spesso, di una falsa religione che snaturava la vera rivelazione cristiana - e in tale polemica non furono risparmiate né ingiurie né abilità dialettiche né malafede -, ma al contempo si iniziò anche a riconoscere a taluni musulmani grandi qualità, soprattutto se messe a confronto con la bassezza o la perfidia di certi cristiani, al punto che alcuni autori giunsero sino a preconizzare la possibilità di una pacifica coesistenza tra i due Imperi. Il fatto è che, dissipate le nebbie dei luoghi comuni, le fonti - indagate da Alain Ducellier con rigoroso impegno scientifico e intensa vocazione civile - mostrano come l'antagonismo fosse meno tra cristiani e musulmani che tra cristiani ortodossi ed eterodossi, per non parlare del contrasto, ancora piú grave, tra cristiani orientali e occidentali, un contrasto che le crociate accentuarono sino a indurre i bizantini a propendere piú per il turbante dei turchi che per la mitra latina.

Commenti

Non ci sono ancora commenti per questo titolo. Se vuoi, inserisci tu il primo.

scrivi il tuo commento

Altri libri di Storia medievale


Condividi

SEGNALA A UN AMICO
PARLA DEL LIBRO NEL TUO BLOG