Akhil Sharma![]() Un padre obbediente
2001
Supercoralli pp. 322 € 17,56 ISBN 9788806157029
Traduzione di Fausto Galuzzi
Questo è un romanzo intransigente, il ritratto di un paese devastato dalle faide e dalla corruzione, con gli spazi pubblici risonanti dei lamenti dei bigotti e gli spazi privati funestati da indicibili dolori. Non c'è perdono per Ram. È solo un mostro fra tanti, ma è un mostro che conosciamo bene; l'abbiamo sentito elencare l'intera gamma delle sue giustificazioni e non giustifichiamo niente. Ma la compassione e l'energia del bel romanzo di Sharma ci avverte: un uomo è qualcosa di piú del suo crimine. Hilary Mantel, «The New York Reviews of Books» |
Capace di versare bellissime lacrime: cosí Radha descrive il marito Ram Karan quando lo vede piangere di rimorso davanti al cadavere del figlio. Capace anche di pentimento: lo sa Anita, la figlia violentata quand'era ancora bambina e decisa a vendicarsi ora che il vecchio insidia
anche la nipote Asha.
Padre e nonno incestuoso, corrotto e corruttore, sempre a riscuotere mazzette e favori, ora arrogante ora umile, ora beffardo ora spaventato, in costante affanno per il peso dei troppi chili e dei troppi peccati, il protagonista di questo romanzo dell'esordiente Akhil Sharma è un uomo
cinico e brutale, sentimentale e lamentoso, falso prima di tutto con se stesso. Dopo la morte della madre, alla vigilia dell'lndipendenza, Karan si consola visitando bordelli e prostitute bambine. Nemmeno il matrimonio e i figli soddisfano i suoi appetiti sessuali ed economici, simili a quelli di chi allora governava l'India, l'altrettanto insaziabile dinastia dei Nehru, bersaglio esplicito del romanzo. E la situazione incestuosa diventa metafora di un paese tradito dai padri.
Ma Karan versa le sue bellissime lacrime, conosce a fondo la propria miseria ma si autocompiange e cerca la comprensione e il perdono delle sue vittime. Non li ottiene, e non ottiene nemmeno
quelli dell'autore, lucido nel dimostrare come le azioni malvage del protagonista inneschino un'intera catena di azioni malvage che confluiscono nel fiume inarrestabile del Male che domina la storia dell'India.
Solo nell'epilogo del libro, dopo che Anita avrà messo in atto la sua vendetta, solo dal finestrino dell'aereo che porta negli Stati Uniti la nipote adolescente sfuggita alle insidie del vecchio, l'autore sembra in grado di contemplare con dolcezza la terra d'India ormai distante.
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