Copertina

Adriano Zamperini


Psicologia dell'inerzia e della solidarietà

Lo spettatore di fronte alle atrocità collettive


2001
Piccola Biblioteca Einaudi Ns
pp. XII - 202
€ 16,00
ISBN 9788806157340

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Introduzione. - I. Relazioni di indifferenza e di solidarietà. II. Lo spettatore nella psicologia sociale. III. Prima dell'(in)azione. IV. La costruzione sociale del sistema simbolico e normativo. V. La costruzione del contatto con l'altro. VI. Ruolo e potere degli spettatori. VII. La responsabilità della solidarietà. - Indice dei nomi.



Capire chi assiste indifferente a carneficine inaudite è impossibile senza spiegare il comportamento opposto, quello dei soccorritori. Inerzia e solidarietà sono le due facce di un'unica medaglia che sempre piú spesso mette a dura prova le capacità di comprensione di tutti noi.

Il libro

«Questa era la cosa che avrei voluto capire dopo la guerra. Nient'altro. Come un essere umano può rimanere indifferente. Capivo i carnefici e le vittime. Ma gli altri, quelli che furono semplicemente degli spettatori, mi erano incomprensibili». Cosí Elie Wiesel, testimone della Shoah, riassume uno degli interrogativi centrali sollevati dalle atrocità collettive. La diffusa e rassicurante personalizzazione dell'inerzia e della solidarietà enfatizza il ruolo di singoli individui e dei loro valori morali. Si perde cosí il senso del contesto e quindi la possibilità di comprendere in modo adeguato il comportamento umano in situazioni estreme. Al centro dell'analisi di Zamperini, che ripercorre tutta la letteratura scientifica sull'argomento, non vi è lo spettatore inerte, con il suo alone negativo, né il soccorritore illuminato dalle sue virtú, bensí l'ambiente psico-sociale che caratterizza le atrocità collettive. Sottolineando l'importante ruolo svolto dagli spettatori attivi e passivi, questo libro rappresenta un'autentica novità editoriale rispetto a un tema da tempo al centro del dibattito della psicologia sociale, e non affida gli eventi esaminati a una logica da museo ma li consegna a un'attualità dove la coesistenza fra etnie e popoli è prioritaria nell'agenda della società contemporanea. La formazione del futuro cittadino non può essere limitata alla retorica della convivenza, ma deve riuscire a capire i processi psicologici che lavorano al servizio della distruttività umana, dell'inerzia e della solidarietà.

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