Copertina


Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana

8 settembre 1943-25 aprile 1945


2005
ET Saggi
pp. XXVI - 356
€ 13,00
ISBN 9788806178864

A cura di Pietro Malvezzi
A cura di Giovanni Pirelli
Introduzione di Gustavo Zagrebelsky
Prefazione di Enzo Enriques Agnoletti

«Cara mamma, mi devi perdonare di questo grande dolore che ti reco. Lo sai, io sono sempre stato comunista, e per questo devo pagare con la vita».

Il libro

«Le Lettere contengono la voce di uomini e donne, appartenenti a tutte le età e a ogni classe sociale, consapevoli del dovere della libertà e del prezzo ch'essa, in momenti estremi, comporta. Chiunque anche oggi le leggerà, vi troverà un'altra Italia e non potrà non domandarsi se davvero non ci sia piú bisogno di quella voce o se, al contrario, non si debba fare di tutto per tramandarla e mantenerla viva nella coscienza, come radice da cui ancora attingere forza».

Gustavo Zagrebelsky



Centododici partigiani e patrioti vengono catturati dai tedeschi o dai fascisti e già sanno (o presentono) che saranno «giustiziati», cioè uccisi dal plotone d'esecuzione o dalle torture che verranno loro inflitte. Scrivono ai familiari, alla madre, alla moglie, alla fidanzata, ai compagni di studio, di lavoro, di vita. Appartengono alle realtà sociali e culturali piú diverse, sono stati presi (e saranno soppressi) nei luoghi e nelle condizioni piú disparate. Tutti vivono, per la prima e l'ultima volta, l'atroce esperienza di «un tempo breve eppure spaventosamente lungo, in cui si toglie all'uomo il suo piú intimo bene, la speranza», e in cui sono costretti, in preda allo smarrimento e all'angoscia, a «dare ordine» al proprio destino e al proprio animo.

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