Copertina


Storia d'Italia. Le regioni VI: Le Marche


1987
Grandi Opere
pp. XXX - 875
€ 77,47
ISBN 9788806599171

Contributi di Michele Dean
Contributi di Donatella Fioretti
Contributi di Paola Magnarelli
Contributi di Patrizia Sabbatucci-Severini
Contributi di Sergio Anselmi
Contributi di Ercole Sori
Contributi di Carlo Zacchia
Contributi di Carlo Vernelli
Contributi di Carlo Verducci
Contributi di Anna Maria Mancini
Contributi di Girolamo Allegretti
Contributi di Marco Moroni
Contributi di Sergio Pretelli
Contributi di Franco Amatori
Contributi di Carlo Carboni
Contributi di Michael Blim
Contributi di Nando Cecini
Contributi di Alvaro Valentini
Contributi di Mariano Guzzini
Contributi di Roberto Rossini
Contributi di Gianni Volpe
A cura di Sergio Anselmi

Il libro

Questo libro sulle Marche - prodotto in naturale anche se involontaria sintonia con il modello regionale - non presume di poter dire che questa è la storia delle «marche» nel loro cammino verso la regione, ma ritiene di aver tracciato un sentiero e indicato una via di lettura sulla base del lavoro svolto da un gruppo che, dentro e fuori le università locali, si raccoglie intorno alla rivista «Proposte e ricerche», erede di «Quaderni storici delle Marche»: sono oltre venti anni di attività che producono oggi questo esito storiografico.
Nel costruire il sommario del volume si è cercato di leggere il piú possibile da vicino, e sulla base di esperienze consolidate, la lunga vita della regione, impostando prima quelli che sono apparsi come tratti strutturali (o elementi di appoggio), sui quali si è realizzato poi un sistema di documentazione e di chiarimento. Cosi, accogliendo la lezione della moderna geografia o, se si vuole, della storia attenta alle influenze dei quadri geografico-ambientali, il libro si apre con un saggio di Michele Dean sul territorio marchigiano. Seguono due lunghi contributi di Donatella Fioretti e Paola Magnarelli su persistenze e mutamenti dal periodo giacobino all'Unità e da questa a oggi. Patrizia Sabbatucci Severini, riferendosi all'«aurea mediocritas» guarda alle Marche delle statistiche, delle inchieste e del dibattito politico-economico. Due lavori di Sergio Anselmi e Ercole Sori concernono l'agricoltura (Padroni e contadini) e il farsi dell'assetto industriale (Dalla manifattura all'industria). Chiude quella che potremmo definire «prima parte» una ricerca di Carlo Zacchia sul quadro economico regionale tra 1950 e 1985.
Gettate cosi le basi del discorso - che non vuole essere e non è la ripetizione della storia d'Italia attraverso lo spettro del come si è riflessa su un territorio amministrativo - si è cercato di verificare dettagliatamente con elaborazioni di piu specifico taglio alcuni punti qualificanti o tratti peculiari della regione nella sua propria storia, a volte scegliendo il tempo lungo, altre quello breve, a seconda della incisività dei fenomeni studiati. Ecco dunque che Carlo Vernelli e Carlo Verducci propongono, rispettivamente, l'andamento demografico dal basso medioevo a oggi e i comportamenti familiari tra fine Settecento e 1981; Anna Maria Mancini illustra il polimorfismo dialettale di un territorio fortemente segnato da valenze diverse; Girolamo Allegretti esamina le migrazioni interne, prevalentemente stagionali, dalla fascia montana, che guarda alle Maremme. All'agricoltura, tornano Viviana Bonazzoli e Marco Moroni, per lo studio dell'economia agricola attraverso il caso di un'azienda delle Marche centrali, e Sergio Pretelli che analizza l'impatto della mezzadria marchigiana con il ferro, la chimica e il vapore tra Ottocento e Novecento. Franco Amatori, invece, presenta un denso «dizionario» degli imprenditori che possono essere considerati i pionieri dello sviluppo industriale recente e quindi gli artefici dei prerequisiti di esso. Carlo Carboni e Michael Blim illustrano a livello macro (la regione) e micro (una immaginaria San Lorenzo Marche, ma solo il nome è inventato) le implicazioni sociali della trasformazione: dalla mezzadria alla piccola impresa a conduzione semifamiliare e poi piccolo industriale.
Segue un settore di ricerche di tratto piu propriamente culturale, per quel che la parola significa: Nando Cecini (Una metafora per i viaggiatori) ripercorre le impressioni (secoli XVI-XX) di quanti hanno visitato o attraversato le Marche, lasciandone memoria scritta; Alvaro Valentini parla invece di due biotipi letterari marchigiani con montagne di saggi alle spalle. Due personaggi, Monaldo e Giacomo Leopardi, visti qui non tanto nell'ambito delle loro attività poetico-erudite, quanto come espressione delle continuità-fratture nella «repubblica marchigiana» della poesia, della pittura, della musica (Giovanni Santi e il figlio Raffaello; Rossini padre e il celebre Gioacchino). Donatella Fioretti, dopo il saggio sull'età risorgimentale, presenta una ricerca sulla «via marchigiana all'istruzione», ricca di microuniversità, seminari e scuole tecniche, mentre Mariano Guzzini traccia la storia giornalistico-politica di due gloriose testate, ancora attive: il «Corriere delle Marche» (oggi «Corriere Adriatico») e il «Lucifero».
Chiude la serie delle ricerche il contributo di Roberto Rossini e Gianni Volpe sulla città marchigiana, o meglio sulla sua facies. È la città del neoclassico, quella ancora ben percepibile, non solo nei centri minori, e che attrae chiunque sappia cogliere il rapporto già organico tra centri urbani dominati dal mattone cotto e campagna altamente umanizzata fino a due decenni fa.
Completano il libro tre inserti fotografici: uno a colori sull'evoluzione dalla manifattura alla fabbrica (di Luigi Alberto Pucci), due, a cura di Sergio Anselmi: su pescatori e trabaccolanti il primo, sui «notabili» il secondo. Si tratta di fotografie d'epoca, tratte da collezioni private e album familiari. L'indice analitico è stato redatto da Ada Antonietti.

Dall'Introduzione di Sergio Anselmi

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