Storia d'Italia. Le regioni dall'Unità a oggi. La Sardegna
1998
Grandi Opere pp. XVI - 1287 € 77,47 ISBN 9788806143343 Indice
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Contributi di Italo Birocchi
Contributi di Gian Giacomo Ortu
Contributi di Maria Luisa Di Felice
Contributi di Mario Da Passano
Contributi di Manlio Brigaglia
Contributi di Luciano Marrocu
Contributi di Mariarosa Cardia
Contributi di Sandro Ruju
Contributi di Francesco Soddu
Contributi di Anna Maria Gatti
Contributi di Giuseppe Puggioni
Contributi di Giovanni Pirodda
Contributi di Giulio Angioni
Contributi di Antonietta Dettori
Contributi di Giulio Paulis
Contributi di Salvatore Mannuzzu
A cura di Luigi Berlinguer
A cura di Antonello Mattone
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"Nel 1920 Camillo Bellieni, il maggior teorico del sardismo, analizzando le vicende, l'insularità geografica, la dimensione mediterranea della Sardegna, ("che noi non siamo etnicamente e linguisticamente italiani è un dato di fatto incontrovertibile") giungeva all'amara conclusione che l'isola fosse una nazione irrisolta, o meglio una "nazione abortiva", nella quale, pur essendovi le premesse etniche, linguistiche, le tradizioni per uno sbocco nazionale, erano mancate le condizioni storiche e le forze motrici per un tale processo. "Esiste la materia nel nostro paese per costruire una nazione - affermava -, ma questa materia per il passato non divenne mai coscienza, ed ora che lo è, è pensata da noi con intelletto d'italiani". Il suo autonomismo, mentre da un lato contestava duramente le strutture burocratiche dello stato accentrato, dall'altro
respingeva ogni tipo di soluzione separatista come "artificiose eresie e menzognere negazioni". Bellieni poneva in evidenza con estrema chiarezza la natura delle rivendicazioni politiche del movimento autonomista e le motivazioni storiche e culturali dell'identità della Sardegna...".
(Dall'introduzione di Luigi Berlinguer e Antonello Mattone)
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