I Greci. Storia Cultura Arte Società. 1. Noi e i GreciNoi e i Greci
1996
Grandi Opere pp. XXXIX - 1150 € 85,00 ISBN 9788806140205 Indice
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Indice
Contributi di François Hartog
Contributi di Paul Cartledge
Contributi di David Asheri
Contributi di Alain Schnapp
Contributi di Wilfried Nippel
Contributi di Carlo Ginzburg
Contributi di Jan N. Bremmer
Contributi di Luis Vega Reñon
Contributi di Patrice Loraux
Contributi di Martin Warnke
Contributi di Froma I. Zeitlin
Contributi di Mario Vegetti
Contributi di Diego Lanza
Contributi di Henry Willy Pleket
Contributi di Ellen Meiskins Wood
Contributi di Luciano Canfora
Contributi di Kurt W. Forster
Contributi di Lambert Schneider
Contributi di Maria Michela Sassi
Contributi di Jackie Pigeaud
Contributi di Giuseppe Cambiano
Contributi di Carlo Miralles
Contributi di Alfonso M. Iacono
Contributi di Christian Jacob
Contributi di Paolo Desideri
Contributi di Carmine Ampolo
Contributi di Maria Luisa Catoni
A cura di Salvatore Settis
Traduzione di Adriana Zangara
Traduzione di Alfredo Guaraldo
Traduzione di Lorenzo Pericolo
Traduzione di Francesco De Angelis
Traduzione di Piero Arlorio
Traduzione di Maurizio Giangiulio
Traduzione di Sergio Fabian
Traduzione di Maria Carreras i Goicoechea
Perché una nuova opera sui Greci? In un'epoca che cerca di evitare l'etnocentrismo e ritiene antiquata l'idea di storia universale, che senso ha l'eredità greca, quale lettura possiamo darne alla luce della nostra storia piú recente? |
L'intento dell'opera non è di tornare sulle monumentali "glorie della Grecia", ma di presentare la grecità come problema storico. Seguendo la strada aperta dalla "Storia di Roma" di Arnaldo Momigliano, il curatore Salvatore Settis si vale dell'apporto di numerosi e titolati autori, che della cultura dei Greci hanno studiato zone finora trascurate, come la vita quotidiana, la storia delle mentalità, la tecnologia, la medicina, gli sport, gli schiavi, le relazioni fra città e campagna, e cosí via.
«La battaglia di Maratona, anche come evento della storia inglese, è
piú importante della battaglia di Hastings. Se in quel remoto giorno il risultato dello scontro fosse stato diverso (se i Greci non avessero vinto), Britanni e Sassoni forse vagherebbero ancora per le selve». Cosí John Stuart Mill nel 1859; e sarebbe fin troppo facile moltiplicare citazioni come queste. Esse non solo implicano che le radici comuni della civiltà occidentale risiedono nella grecità, ma anche danno per dimostrato il suo valore preternazionale e fondativo, che scavalchi a un tempo, con bella spavalderia, i confini dei popoli e le barriere dei tempi: insomma, la storia greca come storia universale, o meglio come un suo snodo essenziale, necessario a intendere il mondo moderno, a partire dalle sue conseguenze per noi (o da quelle che decidiamo di prendere per tali).
Dall'Introduzione di Salvatore Settis.
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